Paolo Subioli

Digital Knowledge

Mobile e usabilità della PA: cosa si può fare in concreto

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Jacob Bøtter, 2 x Dream worldLa questione della PA sul mobile dovrebbe a mio parere essere tenuta presente nei dibattiti dei prossimi giorni a Forum PA. Se ne parla molto poco, ma investe direttamente temi che saranno all’ordine del giorno, come quello dell’usabilità – a meno che non vogliamo considerare cittadini solo le persone che stanno sedute davanti a un computer – e della cultura digitale. Non a caso usiamo sempre di più l’aggettivo “digitale” e sempre meno parole come “computer”, perché ormai a internet si accede ovunque e con qualsiasi mezzo.

Per proseguire dunque sul tema che ho già qui sollevato, suscitando interventi interessantissimi da parte di altri membri del gruppo, vorrei entrare nel merito di alcune questioni molto pratiche.

Come andare sul mobile

La principale è: come fa una PA a rendersi visibile e usabile sui dispositivi mobili, avendo già uno o più siti ricchi di informazioni e servizi progettati per la fruizione desktop?

1) Realizzare una app è un’opzione relativamente semplice. Ce ne sono già tantissime, ma l’ostacolo principale da superare sta nella sporadicità con cui il cittadino interagisce online coi singoli enti pubblici. Dato che le app appesantiscono le prestazioni dello smartphone, non è molto logico installare una app che si prevede di utilizzare una tantum o al massimo una o due volte l’anno. L’opzione è quindi poco usabile, a meno che non si offrano servizi di carattere generale (meteo, mobilità, turismo), che i privati possono fare meglio.

2) Rendere il sito “responsive”, cioè adattabile alle dimensioni dei vari schermi, è piuttosto difficile a posteriori e si adatta poco ai grandi siti. Ci sono vari problemi, ne cito alcuni:

  • anche se sullo smartphone vengono visualizzati solo alcuni elementi, e in dimensioni ridotte, il dispositivo deve comunque attendere il caricamento di tutti gli elementi presenti, che potrebbero totalizzare un carico insopportabile per una connessione mobile;
  • i contenuti e i servizi progettati per schermi da computer si adattano in genere male o malissimo ai piccoli schermi: testi in cui ci si perde perché troppo lunghi da “scrollare”; tabelle illeggibili perché se ne vede solo un pezzetto per volta; schemi grafici troppo grandi; contenuti in flash; moduli on line complessi, e così via;
  • gli elementi che compongono una pagina complessa non possono essere semplificati, se non era stato previsto nella progettazione: delle 4 cose che ritengo utili per la fruizione in mobilità di una certa pagina, due stanno nel corpo del testo, un’altra in un widget laterale, un’altra ancora nella testata; come faccio a tirarne fuori una schermata coerente per lo smarthone?
  • se il sito ha più di 3 livelli di profondità nella struttura, la navigazione da smartphone diventa molto ardua;
  • ecc.

Sono i principali motivi per cui il responsive va bene per i siti semplici, progettati già per il multischermo. Perciò è un’opzione praticabile per casi specifici – ad esempio più per i contenuti che per i servizi – non per la genericità dei siti pubblici. Anzi, in molti casi non andrebbe bene neanche se si partisse da zero.

3) Creare una versione mobile del sito penso sia la strada più praticabile nella maggioranza dei casi. È la soluzione tipica dei siti con tanti contenuti. Il vantaggio principale sta nel fatto che consente di selezionare, tra tutti i contenuti e gli elementi di interfaccia, solo quelli che possono essere utili all’utente mobile. Molti CMS prevedono la possibilità di creare una versione mobile del sito, che ricava i contenuti dallo stesso database ma usa una struttura e un’interfaccia diverse. Si può fare anche a posteriori e solo su contenuti selezionati del sito.

Cosa serve comunque

In generale, vanno distinti in base al tipo di fruizione i contenuti e i servizi . Ad esempio, un servizio che mi dice tra quanto passerà il prossimo autobus è più utile sul telefono che al computer, ma è difficile che userò il telefono per fare l’iscrizione di un figlio all’asilo nido. Va però considerato che l’accesso al web da casa si sta spostando sempre più sul tablet, quindi è quella probabilmente la dimensione di schermo da cui partire per progettare un servizio online.

Inoltre bisogna prendere l’abitudine a realizzare contenuti adatti alla fruizione su scherni diversi. Un opzione per i testi è quella di crearli adottando una “mini architettura dell’informazione” al loro interno, così che siano usabili anche su smartphone.

Le principali questioni tecniche sono più o meno queste, ma il punto in realtà non è quale soluzione scegliere. Ipunti principali sono due, per me:

  1. che gli enti pubblici non dovrebbero più spendere un euro per realizzare servizi online inadatti alla fruizione da tablet o da smartphone: ogni nuovo appalto dovrebbe essere vincolato a questa priorità;
  2. inoltre serve da parte dei decisori un nuovo cambio di mentalità, dopo quello che è stato necessario (rimanendo peraltro incompiuto) con l’avvento dei computer prima e di internet poi. Una questione di “cultura digitale

[La foto è di Jacob Bøtter]

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Written by paolosub

24 maggio 2014 a 15:56

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